Descrizione
Il Castello di Grinzane, sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour, sorge in uno dei paesaggi più pittoreschi delle
Langhe.
L'importante costruzione, realizzata in una prima struttura comprendente la sola torre centrale nella prima metà del Xl
secolo, subì col passare dei secoli una serie di vicissitudini e di trasformazioni legate alle situazioni contingenti delle varie
epoche, ma non vi sono documenti o cronache che ne mettano in evidenza l'importanza storica e strategica. Al momento
attuale si può, con una certa sicurezza, affermare che feudo e castello, facenti parte del comitato di Alba, nella prima metà
del XII secolo passarono da Bonifacio del Vasto al figlio Guglielmo capostipite dei marchesi di Busca; nel 1418 Raimondo
di Busca ne vendette una parte a Nicolino Marsaglia da Cherasco, e la restante parte nel 1435 a Bertino
Pallio di Asti. Passato ai marchesi di Monferrato, Giovanni IV nel 1483 vende il castello a Matteo Calderari, che nel 1657 ne
vende una metà al nobile cittadino albese Pietrino Belli, e nel 1560 l'altra metà all'albese Teobaldo Cagnola. La proprietà
del castello resta divisa fra i discendenti dei Belli-Dal Pozzo e dei Cagnola Argentero fin quasi al termine del XVIII secolo.
Nel 1818 la proprietà passò ai Clermont-Tonnerre, che li cedettero al marchese Michele di Cavour padre di Camillo. Quando
il figlio Camillo ritenne opportuno lasciare l'esercito, il marchese gli ottenne nel 1832 la carica di sindaco di Grinzane e gli
affidò l'amministrazione del castello e dei beni (1832-1849). In fine il castello pervenne ad Adele Alfieri di Sostegno che
con nobile e generoso gesto nel 1932 lo dona al Comune di Alba, essendo in quegli anni aggregato a quello di Grinzane. Il
castello si può ora ammirare nella sua originaria, imponente bellezza per i restauri iniziati nel 1961 e continuati negli anni
successivi a cura dell'Enoteca Cavour. Strutturato su diversi piani offre nel
suo interno scorci molto suggestivi e saloni che ospitano un Museo permanente così articolato: Cimeli Cavouriani - I Vini
albesi nella Romanità -Ambientazione della cucina albese nell'800 e nel '600 - Vetri da vino -Piatti dell'uva vecchia di
Mondovì -Reperti attinenti l'enogastronomia albese - Bottega del maniscalco -Distilleria del '700 - Contadinerie di cortile -
Bottega del bottaio - Pesi e misure - Didattica del tartufo -Mostra della Selezione dei Grandi Vini dell'albese.
E' quindi un'ideale di continuità con il proprio passato a legare la "capitale" delle Langhe ed il Piemonte ad una
manifestazione come il Premio Grinzane Cavour: cultura e vino, letteratura e gastronomia s'incontrano ancora una volta per
celebrare lo stesso festoso rituale di un tempo.
Piatti e Prodotti Tipici
Produzioni alimentari torrone, gallesi al rum.
Produzione di vini
Situata all'ingresso della zona del Barolo, e sulla sinistra per chi proviene da Alba, Grinzane Cavour lega il suo nome a quello del famoso statista piemontese e solo in minima parte a quello del
Barolo, visto che stando ai dati più recenti la produzione comunale di questo vino non arriva al 3% deI totale della denominazione. Delle sue vigne, l'unica di un certo pregio e reputazione (già
citata per esempio nel libro di Lorenzo Fantini verso la fine dell'Ottocento) è quella immediatamente ai piedi del Castello. Buoni infatti sono i terreni e buona è anche l'esposizione, mentre la
superficie davvero esigua ne rende la produzione molto limitata.
Vedi anche i comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d'Alba, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi, Serralunga d'Alba, Verduno.
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